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IL BURRACO FA BENE ALL’AMORE

 IL TEMPO 07-08-2009

Problemi di coppia? Vostro marito vi trascura? Signore (e signori), ecco il rimedio. Il burraco: la nuova forma di «adulterio virtuale». Non a caso questo gioco di carte è diventato il must dell'estate 2009, specie tra over 50 in cerca di nuove emozioni, di una scossa nella vita sociale e affettiva. «Il burraco si gioca in coppia, ma non sempre col partner», spiega Maura Vitale, psicoterapeuta ed autrice col padre Giorgio del libro «Il burraco agonistico - Il manuale del burraco». «Si creano dinamiche relazionali per cui il giocatore tende a trovarsi un compagno diverso. Può esserci il nonno col nipote, ma anche la signora chic con un partner che non è il marito. Un piccolo "tradimento": ma ben venga. Gli istinti sono canalizzati in modo innocente e non si sfogano altrove». Proprio alle più adulte il burraco ha aperto un mondo: «Insieme alla coppia, evolve anche la vita della donna, la sua socialità», spiega. «Le signore mature, magari in pensione e ormai abituate alla vestaglia, si riappropriano della loro dimensione sociale. "Vestiti, usciamo", viene da dire. Il bon ton dei tornei spinge le donne a vestirsi, pettinarsi, agghindarsi. Così, ingioiellate e fresche di parrucchiere, vanno al loro circolo: una comunità organizzata di cui si sentono parte e protagoniste». Il burraco è ormai cult: «Se i giovani preferiscono il Texas Hold'em, i salotti vanno pazzi per il burraco», incalza Roberto Piccinelli, autore della storica «Guida al piacere e al divertimento». «In Sardegna, sugli yacht, a Castiglion della Pescaia o Forte dei Marmi, con tornei negli stabilimenti dell'aristocratica cittadina toscana, o a Cortina dopo Ferragosto. Il gioco è complesso. Perciò Texas Hold'em e burraco sono fatti per le due generazioni: la gioventù scapigliata e new wave contro l'ancient regime». Un regime però motivato e battagliero. Tra i burraco addicted, Giulio Andreotti e Renato Zero, Marta Marzotto e Gianni Boncompagni, ma anche Raffaella Carrà, Virna Lisi, Katia Ricciarelli e, finché ha potuto, il grande Luciano Pavarotti.

«Col burraco bisogna "abitare la mente".

È un fantasma silenzioso, che si insidia nei pensieri dei giocatori».

 

Parla così Giorgio Vitale, Vicepresidente onorario della Federazione Italiana Burraco, che per primo l'ha introdotto in Italia e ne ha ideato strategie e tattiche. «Ho inventato la torneazione, l'albo arbitri. In ogni città si organizzano molti tornei. I più belli sono i campionati italiani, indetti dalla Federazione due o tre volte l'anno, in grandi centri come Chianciano, Riccione, Perugia e in alberghi a 4 o 5 stelle. I giocatori? In Italia sono 10 milioni. A ogni campionato abbiamo 300 o 400 tavoli con 1200 persone a volta. Nei primi 20 ci sono sempre gli stessi. Qui il parvenu non vince mai: alla faccia di chi dice che il burraco è solo fortuna». «Altro che fortuna», gli fa eco Stefano Galletti, eclettico ingegnere in pensione e grande organizzatore di tornei tra folti gruppi di amici. «Sembra semplice, ma ogni volta si impara qualcosa di nuovo. Questo gioco offre mille possibilità: perciò appassiona tanto. Anche al mare facciamo tornei serali, con tante signore entusiaste. Il burraco on line? No, troppo freddo. Il bello è proprio la socializzazione, il gioco in coppia». E con chi gioca l'ingegnere? «Rigorosamente con mia moglie». Evviva gli uomini fedeli: anche al gioco.

Rachele Zinzocchi

 

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